La figlia dell’ambasciatore

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Titolo: La figlia dell’ambasciatore

Autore: Pam Jenoff

Editore: H Mondadori

Prezzo: 12,47€

ISBN: 9788869050428

Sinossi

Parigi, 1919. A Margot Rosenthal, giovane e bella ragazza tedesca, la vita parigina sta decisamente un po’ stretta. Ha accompagnato il padre diplomatico alla conferenza di pace che si tiene nella capitale francese e non le piace affatto essere guardata ancora come un nemico. Quando però inizia ad accarezzare l’idea di tornare a Berlino e a una vita con Stefan, il fidanzato ferito, reduce di guerra, che ormai stenta a riconoscere, arriva alla conclusione che in fondo stare a Parigi non è poi così male.

Annoiata e contesa tra ciò che il dovere le impone e il desiderio di essere libera, Margot stringe amicizie improbabili: con Krysia, un abile musicista con conoscenze radicali e un segreto da nascondere e con Georg, affascinante ufficiale che non solo le trova un lavoro, ma riesce a far vacillare tutto quello che Margot credeva di sapere di se stessa e del proprio senso di lealtà.

Sullo sfondo di uno dei più importanti avvenimenti del secolo, una rete delicata di bugie offusca la linea tra le ferite di guerra e quelle del cuore, rendendo la fiducia un lusso che nessuno può davvero permettersi.

Commento

La Jenoff affronta un periodo storico importantissimo tra la prima e la seconda guerra mondiale poiché la nascita del nazismo è conseguente ai trattati di pace di Parigi, una vera e propria vendetta nei confronti della Germania. Il clima di quei giorni, i fermenti dovuti alla preoccupazione verso un contagio comunista sono ben descritti e narrati. Il personaggio che ho apprezzato di più è Georg, un ufficiale ferito nell’anima dalla guerra che tuttavia fino alla fine non soccombe alla disperazione. Lui lavora, ipotizza possibili soluzioni diplomatiche allo scopo di evitare una nuova guerra. Georg crede che ci possa essere un futuro con Margot anche se lei lo ha tradito e deluso. Trova sempre una giustificazione per lei, è molto tenero nei suoi confronti. Georg non sbaglia nulla anche quando vota per i nazionalsocialisti. Era l’unica soluzione dopo ciò che ha vissuto e la stessa storia ci insegna che i militari furono i maggiori sostenitori di Hitler. Margot…nota dolente, ma non troppo. Margot è la classica ragazza cresciuta in un ambiente troppo protetto. È ingenua in modo imbarazzante e non sa prendersi le responsabilità delle sue azioni. L’unica nota positiva è la scelta di viaggiare prima di ritornare da Georg. Il tema del romanzo è incentrato sui segreti e sulle bugie che dovrebbero servire a tutelare i sentimenti del più debole, Margot, Stefan, ma nei fatti complicano tutto e sono figli dell’ipocrisia. Non mi è piaciuta molto la soluzione, “leviamo il marito di mezzo”. Non c’era alcun matrimonio. Non era stato consumato, i documenti erano stati distrutti. Sarebbe stata più opportuna una discussione chiarificatrice tra i due e l’accettazione da parte di Stefan che era un matrimonio destinato al fallimento fin dal principio.

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