Lei. The submissive

Titolo: Lei. The Submissive

Autore: Tara Sue Me

Genere: Erotico

Pagine:375

Editore: Mondadori

Sinossi:

Lei – The Submissive vede come protagonisti Nathaniel West e Abby King. Per tutta New York, Nathaniel è solo il giovane e brillante amministratore delegato della West Industries; per Abby King, bibliotecaria per passione, invece rappresenta la più segreta delle fantasie e la più audace delle promesse. Perché Nathaniel è un dominatore che alle sue amanti impone la disciplina e regala l’estasi. E quando lei scopre che è alla ricerca di una nuova sottomessa, si lascia alle spalle la vita di sempre e si candida per quel ruolo. Ad Abby basta un weekend per assoggettarsi completamente al proprio padrone. Sente che l’inflessibile volontà di Nathaniel, anziché saziare la sua sete di esperienza, ha acceso in lei un desiderio che non accenna a spegnersi. E anche se lui ha messo bene in chiaro che nella loro relazione non c’è spazio per il coinvolgimento emotivo, Abby accetta senza discutere ogni regola e ogni condizione. Un passo alla volta, la ragazza semplice di un tempo si inoltra tra i riti e le cerimonie di quel continente oscuro. Fino al giorno in cui sente che il ruolo di sottomessa non le basta più. E decide di riscrivere le regole del gioco.
Commento
All’inizio della lettura non si può fare a meno di notare delle somiglianze con la più nota saga delle sfumature di Grey. Lui che l’accoglie in ufficio, gli accordi, le regole, persino il pianoforte suonato di notte con musiche malinconiche. Mi sono chiesta perché l’autrice non si sia sforzata maggiormente nel cercare una storia più originale. Ciò che distingue questa serie dall’altra è il personaggio femminile, di certo più maturo rispetto a Anastasia. Abby si presenta da Nathaniel West con un’idea chiara in testa, vuole diventare la sua sottomessa. Per tutta la narrazione della storia, a parte le descrizioni erotiche che fanno apparire il BDSM come qualcosa di piacevole e soft, mi hanno divertito i pensieri di Abby, soprattutto perché se lui avesse intuito la metà di quei pensieri, Abby non si sarebbe alzata dalla panca delle punizioni neanche per cucinare.
Ciò che invece non ho gradito è l’ennesimo maschio alpha che si scioglie in lacrime non appena lei lo lascia.
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