Recensione L’ombra del peccato su Walk in Wonderland

Walk in Wonderland

Sorpresa di ieri sera, gradita direi, tra qualche pentola da lavare e la serie tv da scegliere su Sky. Dopo un faccia a faccia tra Camelot e True detective, io e mio figlio abbiamo dato spazio alla profondità di Matthew McConaughey nel personaggio bizzarro di Rust Colhe, nel frattempo mia figlia fremeva sulla poltrona comprendendo solo il 50% delle battute e mio marito dormicchiava sul divano.

Dopo questa breve parentesi di serata estiva è meglio ritornare all’argomento del post, cioè la recensione che Giulia di Walk in Wonderland ha scritto sulla mia creatura letteraria.

Ho gradito molto l’ironia che Giulia ha usato per sdrammatizzare la condotta non proprio cristallina di Herman, ma io per prima sono critica sui miei personaggi che non sono mai degli angioletti da santificare (che noia!)

Recensione: L’ombra del peccato – Silvia Scibilia

Ormai dovreste sapere che noi del Walk in Wonderland cerchiamo di essere il più aggiornate possibili su tutte le sfumature del nostro genere preferito: il Romance.
E siamo anche piuttosto brave!
Ecco perchè oggi torniamo a parlarvi di un romanzo self-published, scritto da un’autrice molto versatile che tra i suoi generi di punta ha anche quello storico.

Titolo: L’ombra del peccato

Autrice: Silvia Scibilia

Casa editrice: Self published

Data d’uscita: 8 Giugno 2015

Prezzo ebook: 1 euro

Pagine: 305
Quando Herman Autier abbandona l’Inghilterra, per cercare fortuna nella contea di Sicilia, vuole lasciarsi alle spalle il tradimento della sua famiglia e ricominciare una nuova vita. Herman possiede molte doti, è un cavaliere, un colto giurista e ha l’abilità di volgere a proprio vantaggio ogni esperienza senza rinunciare all’onore. È grazie a tali facoltà che Ruggero D’Altavilla gli affida una missione. Introdotto a casa di Baltasar Flores, un ricco mercante di libri, deve studiare i codici antichi presenti nella sua biblioteca. È lì che scopre il tesoro più grande del mercante, sua figlia Clara. I suoi sogni sembrano avverarsi. Una donna coraggiosa e colta da amare e una ricchezza senza pari da usare per i suoi fini. Ma l’ombra del peccato che ha avvelenato la sua esistenza nel castello natio lo insegue e sembra allontanarlo da Clara e dalla Sicilia per sempre.
I loro sguardi si persero l’un l’altro e le dita di intrecciarono senza volerlo. Herman la tirò a sè per coprirle il volto di baci, deliziandola con il calore delle sue labbra sul collo, sul viso, sulle labbra pronte a cedere. Finì come era cominciato. Si staccò da lei, allontanandola con la medesima dolcezza dell’abbraccio.
“Andate, vi prego. Voi siete pericolosa per me quanto io lo sono per voi”
Innanzi tutto devo confessare che questo non è il primo romanzo storico che leggo.
Anche se non è esattamente il mio genere preferito, quando ero più piccola mi sono fatta una cultura abbastanza vasta di questo genere di libri grazie alla passione di mia madre per il genere Harmony storico.
E devo dire che i libri di quella serie mi sono piaciuti, e anche parecchio visto che li ho riletti tutti almeno due/tre volte.
Ecco perchè quando l’autrice ci ha proposto di leggere il suo libro, non ho avuto assolutamente nessunissimo problema ad offrirmi.
Detto ciò devo ammettere che leggendo la trama ero un attimino dubbiosa sull’esito di quella che credevo essere una buona scelta, questo perchè io odio i romanzi che finiscono male.
Mi distruggono dentro proprio.
Fortunatamente mi sono dovuta ricredere (quindi potete leggerlo con tranquillità!). *la recensione contiene spoiler, ma non potevo trattenermi*
Il romanzo inizia bene e dopo poco Clara e Herman sono innamorati e in procinto di sposarsi. E fin qui tutto okay.
Peccato che Herman sia già sposato.
Ora la domanda sorge spontanea nella mente del lettore, okay hai capito che è l’amore della tua vita, okay hai avuto una vita ingiusta e pensi che l’incontro con questa donna sia il tuo risarcimento, okay è una figa della madonna (scusate i termini), ma cacchio non ti viene in mente di controllare se per caso tua moglie che hai lasciato moribonda in Inghilterra tre anni prima magari non è morta come tutti credevano (e speravano cof cof) ed è ancora viva e vegeta e sana come un pesce?!
Ma quella che pensavamo essere tutti una domanda retorica evidentemente non lo è, perchè non solo Herman cerca di scoprire se è ancora viva, nooo, una volta che scopre che effettivamente la megera non gli ha ancora fatto il piacere di tirare le cuoia fa finta di nulla. E qui è partita la prima sfilza di improperi.
Ora, apparte l’ironia, mi sono immedesimata troppo in Clara.
Sia il punto di vista di lei che quello del suo marito fedifrago (che non è così cretino come l’ho descritto, ma ci tenevo a far capire il mio coinvolgimento nella storia) sono descritti veramente molto bene.
Mentre lo leggevo passavo dal piangere con Herman per la sua condizione (perchè poverino gliene capitano di tutte tra il fratello che si fa la moglie di Herman per generare un erede visto che sua moglie è sterile, la moglie che gli ammazza il fratello e oltretutto non muore e l’ingiunzione di tornare al suo castello perchè manco da morto il fratello ne combina una giusta), all’insultare lui per il casino che aveva combinato e per aver fatto soffrire Clara (e me) come un cane, poverina.
E questo è un punto a favore del romanzo.
Il secondo punto a favore è dato dall’estrema imprevidibilità della trama.
Il libro inizia abbastanza semplicemente e la struttura della storia è lineare e tranquilla, tanto che pensavo che il romanzo fosse bello e finito dopo le prime cento pagine. Non l’avessi mai detto.
In tipo trenta pagine succede un casino della madonna, da mani nei capelli giuro. Io ero lì che leggevo e ogni due righe mi scappava un “Nooo, che casino!”.

Non ho idea, davvero, di come l’autrice abbia fatto a rimettere tutto a posto e a far tornare tutto senza far morire metà dei personaggi e far sparire nel nulla i restanti. Se sta leggendo questa recensione signora autrice me lo dica, la prego. Si era strutturata la trama prima? E’ un talento naturale il suo?
No perchè ancora adesso fatico a credere che alla fine la vicenda sia finita bene.
Passando oltre la mia incapacità di comprendere certi espedienti letterari, devo dire che il libro mi è piaciuto molto. Continua
VOTO:

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