Ghiaccio salato di S.M.May

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Scrivere recensioni può essere una fatica in due casi: quando l’opera non è piaciuta, ma non si ha voglia di stroncare l’autore o se l’opera entusiasma al punto da temere di non essere all’altezza di riportare su carta le emozioni e le riflessioni che si è trascinata dietro. Nel caso di Ghiaccio salato  le mie remore rientrano nella seconda categoria.

Ad essere sincera il prequel di questo racconto non mi aveva convinta del tutto. Neve fresca, segue Cambio gomme ed è inevitabile per un lettore comparare opere di una stessa serie e preferirne una all’altra. Sul momento ho giudicato Neve fresca meno approfondito nella gestione dei personaggi rispetto al primo racconto della saga, che ha come filo conduttore Lara Haralds, nonostante sia scritto benissimo e la storia sia carina.

Dopo avere “decantato” per bene l’opera è necessario che sia sincera con me stessa. Ciò che proprio non mi va giù è il protagonista, Terence Foreman, uomo e scrittore con un ego fuori controllo. Pensare che un uomo sensibile e sexy come Sebastian Decant si innamori di un simile sociopatico è un’offesa al sentire comune dei romantici.

Per mia fortuna, la scrittrice S.M.May ha sentito il bisogno di scrivere questo breve romanzo natalizio, che nonostante non mi abbia convinta ad amare alla follia mr Foreman, quanto meno  l’ha reso più umano.

Attraverso il racconto al lettore viene svelato quale esperienza abbia trasformato Foreman da egocentrico di successo in un orso solitario e ubriacone.

La percezione che ho avuto è che non sia affatto vero che un egocentrico non è mai solo perché può bastare a se stesso. Nel momento in cui scopre l’abbandono e la propria imperfezione sviluppa un senso di fallimento esistenziale che non può essere superato dal conforto altrui. Terence non ammetterebbe mai  di avere sbagliato con il suo ex, allontanandolo con il suo atteggiamento di superiorità e di indifferenza. Non si dà pace per i sensi di colpa che affiorano quando non è impegnato a colpevolizzare l’altro. Viene spinto non all’autocommiserazione, ma alla solitudine.

Dall’altra parte abbiamo Sebastian, un ragazzo sensibile, il lato “donna” di un uomo. Anche Seb ha i suoi fantasmi e come accade per Terence anche per lui si risvegliano nel periodo natalizio. Seb ha un bisogno estremo di essere amato e accettato per quello che è (al contrario di Terence che se ne infischia dell’opinione altrui) al di là dei pregiudizi. Difficile per un omosessuale dichiarato in una società sessista. Poi se è la sua famiglia a mettere paletti sull’affetto e la comprensione in virtù dell’apparenza, è fisiologico vivere il tormento di non sentirsi “giusti”.

Per fortuna c’è chi riesce ad amare e a vedere la vita con buon senso, come zia Rose, che a suon di frittelle e metafore culinarie riesce a sviare lo sguardo di mr Foreman dallo specchio e dalle ombre che riflette.

Analizzati temi e personaggi vorrei soffermarmi sullo stile. Riguardo un autore non mi piacciono definizioni inerenti alla maturità o alla crescita stilistica. Preferisco definirle “evoluzioni” e penso che siano legate alle esperienze dell’artista nel momento in cui crea l’opera. Ghiaccio salato è un’evoluzione magnifica di S.M.May. Non c’è alcun tentennamento nella scrittura, la quale procede chiara senza essere banale dalla prima all’ultima pagina.

Vorrei, infine, porre l’attenzione sull’erotismo del racconto. Siamo ovviamente in presenza di scene erotiche tra due uomini. L’approccio tra i due è spesso aspro, maschio, rispecchia il conflitto, il desiderio di superare attraverso la passione il muro di incomprensione. Tuttavia l’aspetto che emerge non è la descrizione in sé, è quell’afflato, quel coinvolgimento reciproco, quell’attimo del prima, del mentre e del dopo che supera la corporeità ed è percezione del sentimento.

Se tutto ciò non vi ha ancora convinto a leggere Ghiaccio salato e l’intera saga di Lara Haralds- the strange machtmaker, leggete l’intervista esclusiva alla protagonista.

Come ci sono riuscita? È un segreto. In ogni caso penso che sarebbe stato più difficile ottenere quella di Terence Foreman!

•Benvenuta nel mio blog, Lara.

I protagonisti dei tuoi romanzi Kean J e Nathan di Cambio gomme, Terence e Seb di Neve fresca presentano quello che si potrebbe definire uno stereotipo del romance e se non sbaglio coinvolge anche te essendo fidanzata con Kean senior, un uomo più grande e ricco di te. In tutte le coppie della saga c’è uno squilibrio di diversa natura, età, status sociale, personalità. È come voler sottolineare che non ci può essere conflitto sentimentale e passione in presenza di parità. Che cosa ne pensi?

Intanto grazie per aver pensato proprio a me!

Credo che ciò dipenda dal fatto che non siamo portati a innamorarci di qualcuno che è identico in tutto e per tutto a noi. Insomma, passiamo già tanto tempo allo specchio, per migliorare noi stessi. Sai che felicità ritrovare uno specchio ogni volta che stai per baciare chi ami! Le differenze ci arricchiscono, danno pepe alle relazioni, spesso consentono di non entrare in competizione con il proprio partner (se si lavora in ambienti diversi, ad esempio, ciascuno può mantenere un proprio spazio e realizzarsi anche fuori dalla coppia). Poi, ehm… è solo una coincidenza che uno dei due sia molto più ricco, però non guasta. Io comunque sto cercando di sfondare come scrittrice, a prescindere dal mio Kean Morgan senior!

• Avere a che fare con un personaggio non proprio amabile come Terence Foreman non deve essere stato facile (e piacevole). A chi si potrebbe ispirare un’autrice che volesse crearne uno simile?

Guarda: di scrittori egoisti, ombrosi, con un ego smisurato, il mondo è strapieno. Basta cercare un poco. Una lettrice vi ha visto un che di Salinger, e la cosa avrà certamente fatto piacere alla vanità di Terence, ma io ho avuto a che fare con parecchi di questi tipi. Il problema è che un po’ di supponenza si accetta se lo scrittore è bravo, se invece è un mediocre rimane solo un mediocre cafone.

• Tutti i romanzi della saga sono ambientati in Canada. Secondo te, se ad esempio, fosse un’autrice italiana (magari del nord-est) a scrivere la saga e non una canadese, perché mai dovrebbe ambientarla lì e non in Jamaica. Qual è il fascino del Canada?

Il Canada è davvero un paese bellissimo, e non lo dico perché ci sono nata. Diciamo che ha una società molto simile a quella europea, per cui è più facile ambientarci una storia che sia credibile, e allo stesso tempo una mentalità su alcuni temi più dinamica e avanzata, per cui certe storie sono in qualche modo più accettabili. Jamaica no: odio il caldo e troppo sole.

• Una considerazione mi ha fatto molto riflettere sul racconto natalizio Ghiaccio salato: come durante il periodo natalizio il perbenismo affiori indisturbato a guastarci la festa e come alla fine i protagonisti superino tale contraddizione trascorrendo un Natale perfetto, circondati da chi è essenziale per essere felici. Secondo te, basta allontanare negatività e ipocrisia per poter stare bene?

Secondo me, prima di tutto bisogna star bene con se stessi. Se per far questo è necessario isolarsi, starsene in solitudine e rimuginare un po’, lo accetto, per non rovinare l’atmosfera di festa a me e agli altri. E se il Natale vuol dire trascorrere la Vigilia solo in tre, più un cane e un gatto, ma quelle sono comunque le persone che per me contano, allora lo considero un Natale più che perfetto.

• Il perdono in questo racconto è centrale. Che cosa rappresenta per te?

Se non si colmano certe crepe che abbiamo dentro, è davvero difficile andare avanti. Continuare a pensare a qualcuno che ci ha fatto soffrire significa consentire a quel tizio di aumentare ancora di più il suo potere, così come bloccarsi su un errore che abbiamo fatto è del tutto inutile: o ci poni rimedio in qualche modo oppure giri pagina e cerchi di comportarti meglio la prossima volta.

• E per concludere, ti chiedo qualche pettegolezzo su Doppio velo, il volume tre della saga di prossima pubblicazione. I tuoi lettori torneranno a vederti protagonista?…. Sì, il quarto episodio avrà tra i vari temi anche i faticosi preparativi delle mie nozze con l’amato Kean Morgan senior. Ci sarà anche l’arrivo di mio padre, il temuto colonnello Haralds. E capirete perché sto pensando di ordinare un bouquet di plastica: almeno i fiori non marciscono, se la cerimonia ritarda per una serie infinita di ostacoli…. A presto!

E non posso che ringraziare l’autrice S.M.May che si è messa in gioco dando voce e pensieri a Lara Haralds.

L’autrice

S.M. May vive nel nord-est d’Italia, cercando di trovare il giusto equilibrio tra lavoro, famiglia, letture e scrittura. Alcune cose le riescono bene, altre meno. Però tutte sono fatte con passione.

Come il suo personaggio di Lara Haralds, è una devota fanatica del lieto fine, e in una sua maniera contorta, molto contorta, cerca sempre di dirigere anche gli altri verso quella direzione.

Potete seguirla sulla pagina Facebook (S.M. May) oppure scrivere asm.may.books@gmail.com.

La serie “Lara Haralds – The Strange Matchmaker” sinora comprende:

Per i contenuti espliciti, la lettura è consigliata a un pubblico adulto.

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Un pensiero su “Ghiaccio salato di S.M.May

  1. Maria Teresa Siciliano ha detto:

    Mi è piaciuta molto questa recensione + intervista. Non ho letto Neve fresca, sì gli altri due. Ghiaccio salato è un racconto molto bello, nonostante, o forse proprio per, Foreman.
    Mi sento onorata che venga citato il mio paragone con Salinger, dovuto a certe somiglianze biografiche. Perché, ci tengo a dirlo, Holden invece è un personaggio molto caro al mio cuore.

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