Capitan Swing

Capitan swing

Capitan Swing di Nina Pennacchi

Sinossi

Tisbury, 1830. Chi è Capitan Swing, misterioso eroe che guida la rivolta dei contadini nelle campagne inglesi? Chiamato a riportare l’ordine in Wiltshire, il comandante Adam Cartwright non ha dubbi: Swing è nemico della legge, e come tale suo nemico…Capitan Swing mantiene sempre le sue promesse. E quando giura a Rebecca Arlington che dopo la rivolta la porterà via con sé, ha tutte le intenzioni di farlo. Rebecca aspetta da anni quel momento, e niente e nessuno potrà impedirle di fuggire con lui… niente e nessuno, tranne il comandante dei dragoni arrivato a Tisbury proprio per arrestare il suo capitano.
Commento
Eccomi al secondo meraviglioso romanzo di Nina Pennacchi.
Capitan Swing è un romanzo nel quale la fantasia si fonde al vero storico. Nel 1830 si ebbe in Inghilterra una rivolta dei contadini, sedata nel sangue dai dragoni inglesi. La solita storia per cui i poveri urlano per fame e lo stato risponde con il fuoco.
In questa versione di Capitan Swing il vero protagonista non è Paul Evans, colui che impersona il capo della rivolta, bensì Adam Cartwright, il comandante dei dragoni, deciso a catturare i capi dei ribelli.
Adam è un militare fino al midollo. Agisce perché deve, è crudele perché deve, giunge a spezzare ciò che più ama perché deve. E’ diretto, scurrile, giusto nella sua ferocia, ottuso quanto un comandante deve esserlo.
Si può odiare Adam finché compie un gesto, prende l’armonica e comincia a suonare. Lì il lettore comprende che c’è un cuore e del sangue che scorre sotto la rigida divisa.
Quel gesto spinge a cercare giustificazioni per l’agire a volte contraddittorio di Adam. Quale contraddizione?
Si chiama Rebecca e lui ignora che è il punto debole di Capitan Swing. E che ciò lo accomuna a Capitan Swing.
Ci sarebbe molto da dire su Rebecca, in un certo senso messa in secondo piano dalla personalità dirompente di Adam.
Rebecca, come Anna di Lemonade , è una donna forte, orgogliosa e indipendente, tuttavia lo è perché il rapporto pessimo con il padre, la costringe alla ribellione.
Inoltre sempre confrontando i due romanzi, l’attrazione per Adam nasce prima che lui si mostri in tutta la sua crudeltà. Anna invece si innamora di Chris con il tempo (come si faccia ad amare uno psicopatico stupratore rimane comunque un mistero!)
Rispetto al primo romanzo vi è, secondo me, una crescita stilistica da parte dell’autrice, usa meno parentesi e il flusso di coscienza dei protagonisti scorre con più naturalezza.
Dovendo scegliere tra Adam e Chris, entrambi uomini alpha che più alpha non si può, forse protendo per Chris, sarà per la sindrome di crocerossina, sarà che le divise non mi piacciono tanto, anche se le battute di Adam fanno di questo personaggio un autentico diamante.
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