Pioniera? About Ghiacciolo con Nutella

Alla fine dell’estate del 2004, esattamente otto anni fa ho terminato la prima stesura di Ghiacciolo con Nutella, il romanzo che ha segnato il mio esordio letterario e l’inizio di uno stato di emergente cronica.

Premesso che un autore non dovrebbe mai analizzare il suo libro, mai fare lodi sperticate pena la scomunica sociale poiché l’analisi e le critiche spettano ai lettori e agli addetti del mestiere, mi capita tuttavia ogni tanto di fare delle piccole riflessioni sulla società e sui contenuti del mio primo romanzo.

Andiamo indietro nel tempo; nel 2004 non c’erano tablet, i social network muovevano i primi passi in Italia, i metrosexual era un termine che non era entrato nella terminologia comune.

Ebbene in Ghiacciolo con Nutella anticipo il dibattito contemporaneo Metrosexual o retrosexual in uno dei capitoli iniziali di cui potete leggere un breve stralcio

<<…ho appena finito di leggere il libro della Forrest».

  «E allora?» chiediamo. Non facciamo mai commenti se prima non l’abbiamo letto tutte.

  «Non mi è piaciuto».

  C’è un sospiro collettivo. Non è piaciuto a nessuna di noi, ma adesso possiamo discuterne.

  «Troppe descrizioni astruse, pochi tormenti amorosi e lui un gran maniaco».

  «Questo non è un male. Sono tutti assatanati di sesso, è per questo che i personaggi maschili ci piacciono tanto» la interrompo con foga.

  «Sono pure molto belli e affascinanti» dice Giulia.

  «Coraggiosi e giusti» continua Ale.

  «Diciamo irreali» conclude Mariella.

  «Effettivamente sono un po’ bastardi, fanno patire le loro donne lasciandole nel dubbio se ci sarà un futuro, ma alla fine si mostrano del tutto degni di fiducia» dico «sempre meglio di quelli di oggi che pensano solo a stare con gli amici, al lavoro, allo sport che non praticano o che praticano all’eccesso e a scoparci senza pensare ai nostri sentimenti».

  «Hai dimenticato che si depilano» commenta annuendo Mariella che guardiamo senza capire.

  «Avete mai provato a fare sesso con un ragazzo a cui stanno crescendo i peli nel torace dopo che si è depilato con il rasoio? Non vi consiglio l’esperienza. Non si può appoggiare a me perché punge e vi lascio immaginare lo stato del mio corpo dopo».

A ben riflettere per quanto ne sappiamo noi, le ragazze avrebbero potuto commentare Mr Grey in “Cinquanta sfumature di grigio” invece di riferirsi al classico uomo alpha, tipico del genere romance. Non che ci sia differenza!

Caratteristica peculiare del mio romanzo è l’eros, esagerato secondo le critiche, una serie di rocamboleschi incontri amorosi tra Marco e Marianna che ne fanno un chick-lit anomalo. L’eros sembra tornato di moda anche se Marianna nel 2004 non usava manette bondage ma un elegante foulard di Hermes (la classe non è acqua!)

Altro momento di preveggenza la violenza sessuale. Nel 2004 l’argomento violenza sulle donne, soprattutto quella domestica, era sottovalutato. I casi di denuncia quasi inesistenti. Marianna subisce e perdona per amore, cedendo a quella forma di masochismo prettamente femminile per cui si pensa che sarà un caso isolato, che non accadrà più.

Leggere adesso che un libro che tratta in modo soft il tema dominazione abbia tanto successo tra le donne mi dà fastidio, come il commento di alcune lettrici che non si indignavano davanti alla scelta di Marianna di perdonare Marco, solo che magari al posto loro l’avrebbero fatto aspettare di più.

Qualcuno penserà che la mia sia solo invidia per il successo planetario dell’autrice rispetto al mio anonimato. Vi assicuro che non c’è, è piuttosto la delusione di chi crede che le potenzialità femminili possano andare oltre alcuni retaggi.

Vorrei affidare il mio pensiero alle parole di un uomo, apparentemente misogino, che racchiudono il successo di una trilogia simile.

…estrema è la, chiamiamola, tendenza alla realizzazione della donna attraverso l’annullamento, relegandosi alla sottomissione e, per il suo tramite, ottenere il potere conferitole dall’amore ultramanifestato (un ti amo al secondo) dell’uomo-cliché del bello-ricco-e dannato che non aspetta altro che una donna che lo redima con la ” FORZA DELLA PASSIVITA’ “. 

Questa sarebbe la cosa estrema in questo libro: una estremizzazione di un concetto (o una presunzione) latente in ogni femminuccia. E sarebbe proprio in questa radicalizzazione, in questo far venire allo scoperto tale tendenza che definirei “sindrome della vergine sacrificale”, l’aspetto estremo del libro.
Confesso però che né io né lui lo abbiamo letto, pertanto le nostre riflessioni riguardano il motivo per cui abbia attratto un numero tanto vasto di lettrici.
I book trailer dei libri della saga di Marianna 
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