L’ultimo scoglio della torre di Ligny

L’ultimo scoglio della torre di Ligny

Leonardo Schifano

Margana Edizioni

Descrizione

La Sicilia, le stradine di Trapani, l’odore del mare, il profumo dei pini, dell’oleandro,del rosmarino, tutto quel mondo, il mondo della sua infanzia, non gli manca quando, appena diciottenne, Giuseppe fa il suo ingresso nella scuola allievi carabinieri di Roma. Fino a quel momento aveva condotto un’esistenza umile e anonima che voleva dimenticare, e il futuro, ne era certo, aveva in serbo per lui ben altre aspettative. Determinato ad emergere, egli però non riesce a controllare la sua impulsività e, durante una partita di biliardo, colpisce violentemente con la stecca il tenente, reo di averlo ingiuriato con frasi razziste. Decide così di spogliarsi della divisa e di ricominciare una nuova vita a Parigi, dove suo fratello vive e lavora come edile. Da quel momento la sua vita si snoda tra affermazione di sé, grandi amori e grandi amicizie in un crescendo di colpi di scena.

Commento

L’ultimo scoglio della torre di Ligny è chiamato u scogghio du malu cunsigghio (lo scoglio del cattivo consiglio) e da lì, dalla punta estrema della città di Trapani, dove si fondono e si scontrano due mari comincia la storia di Giuseppe, un ragazzino trapanese che vive la miseria e le speranze della fine della guerra. Giuseppe ha molte facoltà, è sperto, è intelligente e sa che la cittadina bella, solare e decaduta in cui vive è il suo scoglio del mal consiglio, è cioè il trampolino da cui spiccare il salto per una vita nuova. Dopo la breve esperienza da carabiniere, che lo mette davanti alle proprie intemperanze caratteriali, Giuseppe vola a Parigi, armato di un bell’aspetto e di tanta voglia di riscatto. L’amore lo porterà in Inghilterra, la terra in cui troverà il successo ma non la felicità perché Joe sembra non essere destinato a una vita tranquilla. E’ l’amore per la terra che ha lasciato che lo rende insofferente? E’ l’eccessivo orgoglio che lo porta spesso in rotta con i suoi affetti? La voce narrante di Joe ci trascina nel suo mondo di luci e ombre, nei suoi ricordi, nei luoghi comuni densi di sicilianità, in comunicazioni non verbali, dense ed eteree come una granita sotto il sole.

E’ un romanzo che cuce legami con la mia anima, la ricama di immagini di una Trapani più narrata dai miei vecchi che vissuta, evoca storie di migliaia di trapanesi che hanno guardato quell’estremo scoglio chiedendosi se sarebbe stato per l’ultima volta, ubriachi di adrenalina e di terrore per un futuro intonso. La storia di Joe è di uno che ce l’ha fatta senza dimenticare le proprie origini. La storia di Joe è ancora più bella perché è vera.

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