Siamo tutti anglosassoni!!!

L’italiano si sa è il meno nazionalista degli europei, tende a preferire tutto ciò che è esterofilo soprattutto in fatto in lingua. Negli ultimi anni soprattutto si è assistito a uno stravolgimento della lingua italiana che si è “arricchita” di neologismi di cui avremmo fatto a meno poiché comunque esistono termini anche in italiano. Per cui ci sono le It-girl, le It-bag, i briefing, l’happyhour e un casino di altri termini che non perdo tempo a ricordare. I ragazzi hanno ad esempio adottato l’anglofono COOL e trasformato in “fresco” e frescaccio (superlativo assoluto) forse perché gli suonava scurrile il suono. Anche nella mia lingua (il siciliano) che devo essere sincera conosco poco (esterofila?) ci sono termini di derivazione inglese derivanti dalle nostre origini di paese colonizzato. Molte di queste parole sono desuete, però qualcuno ricorderà ancora la nonnina chiamare l’armadio “vardarobba” che suona come wardrobe o nappina (napkin). A questo punto la domanda mi nasce spontanea, a stommacata- la doppia m è d’obbligo- è una storpiatura bizzarra di stomachache?

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Un pensiero su “Siamo tutti anglosassoni!!!

  1. leonardo ha detto:

    Frenare l’avanzata delle parole di derivazione inglese è come provare a spegnere un incendio con un ventilatore: è inutile. Lo scambio di parole tra paesi c’è sempre stato. Ho avuto la fortuna di risiedere all’estero e non di rado sentivo pronunciare parole italiane che erano entrate nel linguaggio comune. ciao, maestro, bravo, bravissimo, cappuccino, pasta, pizza, espresso, allegro, piano etc. Non credo alla difesa a oltranza come quella che praticano i francesi: sono gli unici al mondo che il computer non lo chiamano computer. (Lo chiamano ordinateur o qualcosa di simile) e il mouse non è il mouse, ma il souris (topo in francese). So bene che tu intendi dire che una cosa è l’uso e un’altra cosa è l’abuso, ma io credo che ogni lingua si sappia difendere senza leggi e imposizioni. Al limite bisognerebbe difendersi da chi le parole le fraintende. A Londra uno mi disse: “l’inglese è facile, basta parlare al contrario. Le strade larghe qui le chiamano “stritte” (streets), gli autobus che qui sono alti perchè a due piani, li chiamano “bassi” (bus) e ogni ragazzo qui è un boia (boy).”
    La vera “stomache” o meglio, “stommacata (hai ragione, la doppia è d’obbligo) l’ebbi quando chiesi ad un italiano che viveva in America: “da dove vieni esattamente?”
    Ammazzasucci fu la risposta. Capì dopo che veniva dal massachusetts.

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