La maledizione di Imhotep

Nel 1870, in Egitto, un archeologo, cinico e spregiudicato, durante un banchetto lussurioso, si ritrova tra le braccia una donna misteriosa, imbavagliata e legata, che sembra non apprezzare le sue attenzioni. Se riuscirà a farla gemere di piacere, un prezioso amuleto sarà suo. La sfida è subito colta. Jeffrey vuole entrambi, ma certo non immagina che la donna, Lucrezia Marlow, è una studiosa di storia antica, che ha bisogno del suo aiuto. E ancora non sa che l’amuleto, un bracciale su cui sono raffigurati due amanti, sia maledetto; scoprirà più tardi che coloro che lo hanno posseduto sono morti violentemente.Lucrezia, dopo aver toccato il bracciale, fa un sogno molto erotico in cui una regina e un guerriero si amano con il corpo e con l’anima. La scena è così vivida da sembrarle reale: geme, si contorce dal piacere, attirando l’attenzione di Jeffrey e la sua gelosia… Inganni, visioni oniriche, passione, mistero s’intrecciano nel presente di un uomo e una donna. La Maledizione di Imhotep colpirà ancora?

Più che una maledizione è il destino che fa incontrare la bibliotecaria Lucrezia Marlow e Sir Jeffrey Middleton. Lei è segretamente innamorata di questo Indiana Jones un po’ troppo dedito ai piaceri sensuali, lui sembra quasi soccombere al fascino ingenuo della zitella per caso. In questo breve romanzo o lungo racconto – a seconda se siete fan del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno – c’è di tutto, storia, avventura, eros, romantici sentimenti e anche un pizzico di paranormale. Lucrezia, grazie al bracciale maledetto, ha una visione rivelatrice del mistero e ripercorre la breve storia d’amore tra un guerriero egizio e la sua regina, un amore talmente intenso da rimanere sospeso nel tempo. Forse è la suggestione ad accomunare i due protagonisti? Forse è l’amore per le antichità egizie? Forse è semplicemente un’attrazione chimica? La brevità del racconto non consente all’autrice di penetrare all’interno delle personalità dei protagonisti e in alcuni casi avrei preferito una descrizione più minuziosa delle parti più avventurose del racconto nei quali sembra perdersi qualcosa o qualcuno. Non è un limite insostenibile perché la lettura è scorrevole, molto divertente negli scambi arguti di battute tra Jeffrey e Lucrezia. Anche l’eros si veste di una lieve ironia e rende questa breve parentesi letteraria deliziosa.

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