La collina più alta

Jane ha vent’anni, una casa, una famiglia, un’amica e un pretendente. Da un giorno all’altro, però, tutto le viene sottratto. Costretta a prendere servizio presso la dimora del signor Hench, uomo enigmatico e scontroso che sembra vivere con l’unico scopo di tormentarla, capirà che ci sono alcune cose alle quali è impossibile rinunciare: la libertà, l’indipendenza e l’amore

La collina più alta è un romanzo storico sentimentale che affonda le radici nella migliore narrativa del genere, quella di Austen e Bronte. Il personaggio di Jane oltre a essere ben caratterizzato mostra una figura di donna ben consapevole della dignità del suo essere donna al di là delle differenze sociali o sessuali. E’ credibile sia nei suoi momenti di sconforto per un destino avverso sia quando nei pochi spazzi di felicità.
Il signor Hench, odiosissimo signor Hench, nonostante non sia uno stereotipo è un esempio di come dovevano essere gli uomini della piccola nobiltà inglese del’epoca, arrogante, presuntuoso e misogino. Hench, poi, appare a tratti un personaggio gotico, non si sa che cosa stia combinando e perché.
La scrittura del romanzo è impeccabile, tanto che non si avverte la penna dell’esordiente, l’unica nota stonata, per i miei gusti, è la totale mancanza di passione tra i due, anche se ciò è preferibile a quei romance scritti solo per stimolare gli ormoni repressi delle lettrici.

La collina più alta
Sara Aldegheri
0111 Edizioni

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