Il principe azzurro


La figura del “principe azzurro” è un prodotto culturale europeo che presuppone nella maggioranza dei casi un elevamento sociale da parte della prescelta. Le caratteristiche che lo rendono unico è il coraggio, il senso di protezione con cui avvolge la propria donna, la gentilezza, nonché la bellezza e il potere che derivano dallo status sociale. Le fiabe non sono solo europee, basti pensare a quelle di “Mille e una notte” nel quale è lampante una differenza, non c’è alcun cavaliere che salva la protagonista, anzi è questa che attraverso la propria scaltrezza riesce a sfuggire da una situazione insidiosa creata da un uomo. Ciò non significa che le sorelle arabe non cerchino protezione nel proprio uomo, ma che ne conoscono bene i limiti e cercano delle escamotage per non soccombere. In Africa, ad esempio, si punta sull’intraprendenza femminile per il rilancio dell’economia attraverso microprestiti alle donne che servono per creare lavoro. Forse è il benessere in cui viviamo, l’idea che non dobbiamo soccombere alla fame o alle malattie, che ci pone alla continua ricerca di una felicità idealizzata, attraverso un mito umano non per forza ricco e bello, ma che più si avvicini al nostro ideale di perfezione. Nei secoli vi è stata un’evoluzione culturale del soggetto, infatti se le nostre madri sognavano di essere “Sabrina”, a noi sono state propinate figure come nel film “Pretty woman”, nel quale è sotteso che un’eccessiva libertà sessuale non pregiudica il lieto fine. Ultimamente, però, la situazione è diventata, secondo me, drammatica, poiché l’uomo idealizzato veste spesso i panni di vampiro, licantropo e demone. Se era già difficile per un uomo normale mettersi in competizione con un ideale con connotazioni realistiche, figuriamoci per i nostri ragazzi, la cui massima aspirazione è partecipare al Grande fratello, trovarsi a competere con la perfezione di Edward di Twilight. Anche la letteratura è moda, si sa, ma non sarebbe male rivalutare il filone neorealistico che ha tanto da insegnare sulle libertà individuali e sociali.

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