Dinamiche di gruppo

Per la pubblicazione di Odio amare con la 0111, è stato necessario apportare delle modifiche al testo originale dell’opera per esigenze della linea editoriale della 0111. Ciò ha comportato da parte mia un’opera di revisione abbastanza complessa. Non è facile, infatti, decidere che cosa può considerarsi superfluo. Alla fine ho tagliato dei capitoli che, pur non essendo funzionali alla narrazione, servivano a definire meglio il carattere e il background dei protagonisti.

Non so se alla fine ho fatto bene o se Odio amare sarebbe stata più completa, ho dovuto fare di necessità virtù. Pubblicherò con scadenza settimanale gli inediti di Odio amare e lascerò giudicare ai lettori.

 

Questo capitolo va inserito tra Febbraio e Primavera. Chi conosce Marianna sa che il suo rapporto con aghi e medici in generale (tranne Marco) non si può definire idilliaco. Pertanto alcune situazioni le mettono una tale ansia addosso da farle perdere la lucidità. Con quali conseguenze? Leggete…

Dinamiche di gruppo

 

Arrivo in ospedale quasi tremando. In accettazione m’informano che è occupato, gli mando un messaggio informandolo che lo aspetto al bar. Non voglio fare il prelievo, è una tortura. La volta passata ho avuto la fortuna del principiante perché non sapevo a cosa andavo incontro. Vedo Lella seduta a un tavolino con una donna con i capelli corti, mi lancio verso di lei come un naufrago su una zattera di salvataggio.

“Ehi, ciao, che fai da queste parti? Tutto bene?” mi chiede.

Guardo l’altra, che mi sembra di conoscere. La donna mi sorride, ha l’aria simpatica. Scosto la sedia e mi siedo.

“Ho il prelievo, Marco è occupato. Devo farlo per forza? Ho fatto la brava, non ho mangiato nulla che non fosse semi-carbonizzato, non ho toccato verdure crude, condisco con pochi grassi e sale, non esagero con gli zuccheri, ho la pressione perfetta e sto una meraviglia” dico tutto d’un fiato.

“È un prelievo, neanche dovessero toglierti un dente cariato” dice Lella.

“Lo so, però l’altra volta un’infermiera sadica ha infilato l’ago e ha incominciato a girarmelo dentro il braccio. Se tu dici a Marco che non è necessario, magari sorvola, ti prego” giungo addirittura le mani in segno di preghiera. Lella guarda perplessa l’altra che mi stringe il braccio in segno d’incoraggiamento.

“Ciao, io sono Anna, sono anche io un medico, lo sai che è necessario sia per te sia per il bambino”. Ha una bella voce, suadente e calda.

“Ma io sto benissimo, non ho neanche contrazioni…veramente ogni tanto mi vengono, – aggiungo ridacchiando imbarazzata – però sono benvolute, fosse per me le avrei ogni sera. Non è giusto, però, perché vengono?”.

“Per ricordarvi di fare i bravi, non vengono sempre” spiega Lella.

“Ho letto che è l’orgasmo a provocarle, è talmente bravo che non ne perdo uno” aggiungo gongolando. Noto uno strano scambio d’occhiate tra loro. Che ho detto di male?

“Ci conosciamo?  Mi sembra di  conoscerti”.

Lella apre la bocca, ma Anna la interrompe.

“Non credo, neanche vivo qui. Io ti conosco, ti ho vista in tv”.

Le rivolgo un sorriso sincero. “Davvero! È stranissimo, non hai idea di quante persone insospettabili dicano di avermi vista, eppure io pensavo che Magda fosse seguita solo da un certo target scadente di persone”.

“In realtà io non lo guardo, mi ha incuriosito la tua presenza”.

Noto che Lella è in imbarazzo.

“Me! Perché? Hai letto il libro?”. Che fine ha fatto Marco, ho una fame da lupi, infatti guardo con avidità il cornetto che giace abbandonato sul piattino davanti a me.

“No, sai com’è, è difficile che una della nostra città abbia tanto successo”.

“Ah, Marco è in ritardo, che palle! Lella, che mi racconti? Sei in splendida forma. Dovresti fare più vita mondana, trovarti un nuovo fidanzato”.

Anna scoppia a ridere, sgomitandola.

“Ti sembra facile? Passo la mia vita in reparto e ti assicuro che non c’è niente d’interessante”.

“Esci con le mie amiche e ti trovano compagnia in un’ora, non dura, ma avrai passato una serata piacevole”.

Lella fa una smorfia contrariata. “Con chi? Quella piccoletta esperta di porno!” esclama ironica.

“Giulia non è come sembra, è solo apparenza”.

“Se lo dici tu. È da tempo che non vedo Eva, come sta?”.

Certo la figlia del primario te la tieni cara. “Bene. Sai una cosa buffa, da quando lavora con noi, vengono i padri ad accompagnare i figli. Gli uomini sono proprio una specie bastarda” osservo divertita. A quando pare Anna mi trova proprio divertente, a ogni frase sembra che abbia raccontato una barzelletta.

“Scusa, ma ne hai sposato uno. Nell’ambiente non ha una bella fama”.

“Cara Anna, tutta invidia. Il mio Marco è l’uomo più dolce, più fedele e passionale che una donna possa desiderare. Lo conosci?”.

“Sì, ma mi viene difficile riconoscerlo nella tua descrizione. È arrivato”.

Marco avanza verso di noi con un sorriso abbagliante.

“È incredibile, se ci fosse mia madre potrei dire che sono presenti le donne più importanti nella mia vita, la mia migliore amica, la mia ex moglie e mia moglie”. Sento un groppo terribile alla gola, vorrei contemporaneamente sparire e distruggerli tutti e tre. Lella perché bastarda poteva avvisarmi, Anna perché si è presa gioco di me e lui perché in ordine d’importanza mi ha messo per ultima. Senza quasi respirare li guardo abbracciarsi con affetto, come due vecchi amici che non si vedono da tanto tempo.

Devo andare via da lì prima possibile, non voglio far capire alle due streghe che il loro subdolo scherzetto mi ha destabilizzato. Marco afferra una sedia dal tavolino vicino per sedersi.

“Marco, scusami, io ho fretta, andiamo?”.

“Rilassati, hai la mattina libera, cinque minuti e andiamo”.

Fingo un sorriso e ritorno seduta. Lancio uno sguardo di fuoco a Lella, che inaspettatamente lo ricambia. Che le ho fatto? È possibile che fino a oggi abbia mentito per Marco e che adesso ha deciso di buttare la maschera. L’idea mi terrorizza, è la mia ginecologa, mi aiuterà nel parto, io ho bisogno di fidarmi ciecamente di lei. Non posso neanche parlarne con lui, mi prenderebbe per paranoica e gelosa.

Sono talmente sconvolta e arrabbiata che lo stesso prelievo passa inosservato, ricevendo persino i suoi complimenti per la sicurezza manifestata. Ho pensato invece al modo in cui ci siamo congedati, Anna falsissima mi ha dato anche un bacio augurandosi di vederci al più presto e chissà magari passare una serata tutti insieme, Lella invece ha finto che andasse tutto bene.

“Non ritorno a casa per pranzo, c’è aria di straordinario” dice uscendo dalle porte scorrevoli dell’ingresso dell’ospedale.

“Te lo pagano, almeno?” chiedo contrariata.

“Speriamo, devo quasi ringraziare se mi pagheranno lo stipendio in tempo, mi sa che hai fatto un cattivo affare a sposarmi. Piuttosto ho dato una sbirciata al tuo estratto conto, hai guadagnato più di me, adesso posso anche affermare che ti ho sposato per interesse”.

Ci credo, tutte le spese di casa chissà perché escono dal mio conto corrente! L’abbraccio calorosamente scorgendo le due vipere salire gli ultimi gradini prima dell’ingresso.

“Mi spiace parlare d’argomenti così stupidi, Mariella vuole incontrarci, dice che dobbiamo trovare una scappatoia per non farci derubare dalle tasse”.

“Ti vuole far diventare un’evaditrice fiscale? Te, la cittadina modello della Repubblica delle Banane!” mi prende dolcemente in giro.

“La regina del regno di una banana speciale- preciso aderendo al suo corpo- Uhm, basta nominarla che mi risponde, vibra?!”.

“Ciccina, è il cellulare! Mi sa che devo salutarti” risponde ridendo.

Durante la mattinata penso alle motivazioni che possono aver spinto Lella contro di me. Che l’avventura con Bruno l’abbia convinta che farsi gli amici è eccitante e ora abbia puntato il mio Marco. No! Non sarebbe tanto stupida da mettersi in competizione con me, Marco neanche la vede come donna e anche lei allora ha manifestato ribrezzo all’idea di far sesso con lui. Mi sforzo di ricordare i nostri precedenti incontri, è sempre stata gentile e simpatica con me, le sono stata vicino quando è avvenuto il pasticcio. Forse è tutto da ricercare nell’incontro di oggi, forse quella stronza di ex l’ha spinta contro di me? Lella è una persona decisa, non cambierebbe idea solo per questo.

Mentre sto inserendo un cd nello stereo, ricordo come si è voltata male quando ho parlato delle mie amiche. La piccoletta esperta di porno! Giulia e…Bruno. Che sappia? Ha lasciato Giorgio, è dimagrita, ha cambiato immagine. È chiaro, è innamorata di Bruno e pensa che Giulia si sia messa in mezzo. Marco ha raccontato che entrambi erano d’accordo sull’inutilità del loro rapporto, ma ammettiamo che si siano incontrati e che lui le abbia detto ciò che pensava, lei con la morte nel cuore si è messa a ridere senza tuttavia perdere la speranza. Chiamo Giulia chiedendole di pranzare insieme da me.

“Giulia è necessario che tu sia sincera con me. Continui a vedere Bruno?”. La domanda la lascia interdetta.

“Sì, che c’è di male?”.

“A che punto siete?”.

Giulia inchina la testa inarcando le sopracciglia. “Vuoi sapere se ci sono stata? Non ancora, ma ci siamo quasi, non possiamo stare sempre a guardarci negli occhi”.

“Quindi qualcosina avete fatto. Cosa?”.

“Ti faccio un disegnino? Senti, vai al dunque, mi hai rotto con il terzo grado. Marco non sa nulla?”.

Scuoto la testa. Marco ha preso in giro Bruno per ore ed è normale che un tipo permaloso come l’amico non voglia più raccontargli nulla.

“Adesso ti racconto un segreto, ma devi giurarmi di non parlarne a nessuno, neanche Ale o Mariella. È importante perché rischio di perdere la fiducia di mio marito”. So che posso fidarmi di Giulia, le racconto di Lella e Bruno e dei fatti della mattinata.

“Un classico caso di tromba amico! Come hai potuto non riconoscere l’ex moglie? Ma le guardi le persone in faccia!”.

“L’ho vista in una foto di almeno sei anni fa la prima volta che ho pranzato dai suoi. Già la seconda volta la foto è sparita e in ogni caso aveva i capelli lunghi e scuri, ora sono rossi e corti. Inoltre io ero terrorizzata all’idea del prelievo ed è per questo motivo che ho detto una stronzata a raffica dietro l’altra. Che figura di oca! Figurati che ho detto che non mi perdo un orgasmo”.

Giulia ride scompostamente battendo le mani.

“L’avrai fatta morire d’invidia. Quella si stava rodendo il fegato, ci potrei scommettere soldi. Pensaci, ha raggiunto l’età dei bilanci, è sola, vede la moglie dell’ex, giovane, carina, incinta e innamorata, che parla in termini entusiastici del marito, che, diversamente da molti coetanei che si sono trasformati in cessi con i piedi, è ancora fantastico. Tu al suo posto non avresti qualche rimpianto?”.

“Mi strapperei denti e capelli. T’immagini se le dicevo che l’unico difettuccio di Marco è che è troppo geloso, ma che in fondo è solo colpa di quella donnaccia con cui era sposato”. Ridiamo come sceme.

“Vuoi un consiglio? Sempre che Bruno ti interessi veramente, cerca di capire che cosa prova per l’amica, se c’è qualcosa di più è inutile che ti innamori per soffrire di nuovo. Il loro rapporto è molto profondo, come il nostro, non so se ho reso l’idea”. Giulia sospira.

“Sicuro, speriamo che non sia come dici tu. Ho comprato un coordinato ad hoc per l’occasione, pizzo nero e cuciture rosa, con strategici nastri al posto dei ganci, mi seccherebbe indossarli per andare a lavorare. Marianna, sei un’amica, di più, sei una sorella”.

 

È tutta la sera che mi osserva in silenzio, ho anche l’impressione che voglia parlare ma poi si blocchi. Mi rende nervosa, è come se io avessi combinato qualcosa e dovessi giustificarmi.

“Si può sapere che hai? – sbotto esasperata – Mi fai stare in ansia”.

Arriccia il naso grattandolo come se avesse annusato del peperoncino.

“Tu hai qualcosa da dire?”.

Che ho fatto?! Cerco di pensare a come ho trascorso la giornata, a qualcosa che possa averlo indisposto. Scuoto la testa.

“Ho dei saluti e anche delle scuse per te, Lella”.

Ecco! “Ah” rispondo più asciutta di una sardina sotto sale.

“Anche le mie per Anna, non ho idea di cosa le sia passato per la testa in quel momento. Che delusione!”.

Cerco di non manifestare nessuna faccia da esultanza.

“Invidia e gelosia, cose da donne, è quasi giustificabile” faccio anche la comprensiva.

“Lella pensava che tu…noi avessimo…”.

“Combinato tra Giulia e Bruno, non c’è voluto molto a capirlo. Le avrai spiegato che noi non ne sapevano un soldo bucato. In ogni caso Bruno è un deficiente, non ne ha parlato con te e si è confidato con lei?”.

Marco scuote la testa sorridendo.

“Non è andata proprio così, l’ha chiamato una sera e lui era a casa di Giulia. Quando sei arrivata tu stava parlando di questo con Anna e ha sfogato la rabbia su di te. È molto dispiaciuta, inoltre pensava che tu me l’avessi raccontato e che fossi arrabbiato con lei. C’è rimasta ancora più male quando sono caduto dalle nuvole”. Alzo le spalle per minimizzare.

“Non ho trovato giusto metterti in mezzo, io non sono meschina come alcune”. Gli racconto della conversazione con Giulia, voglio uscire da questo pasticcio con il trofeo di vincitrice in mano e senza ombre.

“Perché Bruno non si sbilancia con te? Devi essere stato cattivo”.

“Perché voi raccontate solo mezze verità ad Ale? Avete paura del suo giudizio e di deluderla. È la leader del gruppo come lo sono io nel mio, tu sei un ottimo gregario, infatti vengono da te per qualsiasi problema, ma l’ultima parola spetta sempre ad Ale. Dinamiche di gruppo, mia cara”.

Ma tu guarda, è anche esperto di psicologia.

“Sono anche la tua gregaria? A volte c’è competizione tra i due” osservo falsamente battagliera.

“È sempre il gregario a sottomettersi, riconosce la supremazia del leader”. Dal tono traspare che le dinamiche di gruppo si sono evolute in dinamiche sessuali.

“Sei un leader strano, allora, visto che in percentuale stai sempre sotto”.


 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...