Lilith e la creazione

Una breve comica ucronia su Lilith e la creazione.

Una leggera foschia impedisce la visibilità tanto che temo di essere stata mandata in un buco remoto dell’Amazzonia e di fare qualche brutto incontro con tribù dagli strani rituali.
Guardo in alto, una strana nuvoletta a forma di mozzarella sembra seguirmi. Continuo a camminare guardinga cercando di orientarmi con il sole che si intravede appena. La sensazione di essere osservata è sempre più forte. Dovrei trovarmi intorno al sesto giorno della creazione, il Paradiso terrestre è già popolato di animali e io non so a che livello sono della catena alimentare.
Che stupida! Questa è la teoria creazionista non c’entra nulla con Darwin e l’evoluzione, non è scienza…insomma, allora perché l’insegnano a scuola?

La foschia si dirada e un paesaggio da favola mi appare davanti, alberi lussureggianti, fiori profumati, uccelli multicolori e stranamente niente insetti. Che sia finita in un villaggio per Vip del golfo persico?
La nuvoletta arranca dietro di me, la fisso di nascosto. Cribbio! Ha degli occhi che mi fissano.

“Ferma, ho visto che mi hai visto” tuona la nuvoletta. La paura paralizza ogni muscolo del mio corpo. Alzo le braccia in segno di resa.
“Che strana creatura sei, non ti ho creato io! Da dove vieni?”
“Creatura tua sono, garantisco. Magari venuta su a fatica. Sono una primate, specie uomo, pardon donna”.
“E se tu sei donna, dov’è il maschio?” chiede la nuvoletta tonante.
“Magari se lo produci, diamo inizio alla specie” rispondo tranquillizzata dall’atmosfera di creatività che si respira intorno.
“Esistono già creature simili da dove vieni tu?”
“Sì, qualcuno. Il resto è sottospecie. Posso permettermi un suggerimento?”
La nuvoletta stringe gli occhi riflettendo se il mio non sia un bieco tentativo di manipolare la sua divina volontà.
“Suggerisci pure”
“Lo voglio alto, bello, moro e muscoloso…per migliorare la specie, altrimenti non sai la selezione naturale che si dovrà fare per arrivare a prendere una mela dall’albero!”
“Si può fare, girati”
“Senti Dio, tu che tutto vedi e tutto puoi, non è che potresti fare anche qualcosa per me, dieci centimetri in più, una bella quarta?”
Mi fissa avvilito. Anche Dio ha i suoi limiti!
Seguo le sue direttive e mentre lui opera per la creazione dell’essere “perfetto” del creato, io mi guardo in giro per analizzare con occhio critico le possibili migliorie da apportare all’ambiente per renderlo ergonomico.

“E’ pronto” dichiara Dio con tono soddisfatto.
Mi giro e un “Ohh” di lussuriosa meraviglia esce spontaneo dalla mia bocca.
L’essere perfetto si manifesta alla mia vista, il tripudio della natura riluce nei muscoli scolpiti, nella pelle liscia e in qualsiasi altro posto, che lascio all’altrui immaginazione.
“Adesso date inizio alla specie” mi intima Dio.
“Ehi, aspetta, come corri! Ma così, senza neanche un incentivo, neanche lo conosco, come si chiama? Magari ci presentiamo prima, e poi non so se gli piaccio, non sono neanche passata dall’estetista. Guarda Dio, non si può fare, io ho bisogno dei miei tempi, devo essere psicologicamente preparata, altrimenti mi prende l’ansia da prestazione e gli estrogeni impazziscono e non concludiamo nulla…tu non lo sai ma io ho gli estrogeni psicosomatici!”
“Adamo, questa è la donna…a proposito come ti chiami?” chiede sottovoce.
“Mi chiamo Lilith” mento per depistare, se finisco nella Bibbia con il mio nome magari a mio marito viene il dubbio e patatrac, è sempre un focoso siciliano!
“Bene, Lilith, adesso vi lascio da soli e fate amicizia”
“Ciao, sono Lilith” mi presento allungando la mano.
“Uhmauh” risponde Adamo.
“DIO- urlo- questo neanche parla”
Un occhio si apre dalla nuvoletta e una pioggerellina leggera scende a bagnare Adamo.
“Ciao, sono Adamo. Bel posto questo, ho saputo da un mio amico che l’hanno aperto qualche giorno fa, dopo un investimento non indifferente, addirittura globale”
Cominciamo bene! Per fortuna non ci sono palle di calcio o Ferrari in giro!

Dopo avermi raccontato in tempo reale la prima ora della sua vita, Adamo è chiamato da Dio che vuole spiegargli quattro cosette sulla vita.
Al ritorno esordisce:
“Sono Vergine”
“e io Capricorno, c’è affinità astrale, don’t worry!”
Il poveretto un po’ basito non si dà per vinto.
“Dio mi ha mostrato l’unione delle specie”
“Tipo?”
“Capre, pecore e cavalli” risponde innocentemente.
“Scordatelo, amico”
L’atto tuttavia avviene in modo canonico e sacro, missionario per intenderci. Considerando che è alla prima esperienza il tizio ci sa fare, il problema è più che altro logistico, perché sto distesa sul duro terreno.
“Adamo, tu sei grande e muscoloso e io piccola e delicata. La prossima volta io sto sopra e tu sotto”
“No, bella Lilith. Io sono uomo e io sto sopra. Tu sei piccola e delicata e fai ciò che io comando”
“Va bene, Adamo, appuntamento con Dio fra cinque minuti all’albero della conoscenza”.
Spiego a Dio le ragioni per le quali non posso adempiere alla mia divina missione.
Adamo esiste per mio volere, pertanto o si emancipa alla parità o è separazione.
“E la specie umana?”chiede Dio.
“Crea un’altra donna, non sono mica gelosa!”
“Ma io sono quasi in ferie” protesta stanco Dio.
“Sì, vabbe’, ma con me non ti sei sprecato, mi hai trovato già bella e fatta. Gli togli una parte inutile e ne crei una quasi utile”
Adamo coglie una foglia di fico e si copre, chissà a Dio gli venga qualche malsana idea.
“Gli toglierò una costola e farò un’altra donna”
Adamo avanza suggerimenti, tipo bionda, formosa e servizievole. E’ giovane, ma ha già capito tutto della vita.
“Chiamiamola Pamela, suona bene!” propone.
“Basta Eva” dice Dio contrariato.
I termini della separazione sono semplici, io me ne starò in disparte a scrivere un’autobiografia e lui dovrà passarmi gli alimenti.
Adamo però non rispetta gli accordi, preso come un citrullo dal nuovo svago e non mi resta che passare alla fase due: la vendetta.
Faccio amicizia con gli ameni abitanti dell’eden, tra cui un fedele pitone.
“Pitone- chiedo- ti piacerebbe passare alla storia e riempirti di fama?”
Spiego al serpente cosa fare, ma dopo un po’ torna con aria sconfitta.
“Ho fallito”
“Non dirmi, la gattamorta ha capito il tranello?”
“No, sta a dieta”
Passano altri giorni di indigenza, poi mi decido.
“Pitone- ripeto-vuoi passare alla storia e diventare leggenda?”
“Eva non mangia il frutto”
“Dio ha ordinato di non cogliere nulla dall’albero della conoscenza, non solo di non mangiarlo”
L’incauto animale accetta e dopo poco tempo scoppia il dramma. Dio è infuriato ed Eva calza un tacco dodici di pitone.
“Lilith, sei dannata” tuona Dio.
2011, aiutatemi!
[Il mio racconto non è pura invenzione, esiste davvero Lilith nella creazione, potete documentarvi, preferì lasciare Adamo perché non ebbe la parità e diventò un demone. E’ stata rivalutata negli ultimi decenni come simbolo del femminismo]

 


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